Addio e grazie per tutto il pesce

Quando la bici e’ mezzo di protesta

senzamotore:

Padova è la sua Università. Padova ruota attorno al Bo, stella polare dell’universo culturale cittadino. Gli studenti, i ricercatori, i professori ne costituiscono l’essenza, la vita. Basta passeggiare per il centro in luglio e in ottobre per notare la differenza; a luglio gli studenti non ci sono e la città sembra deserta, sembra perdere la sua linfa vitale.

Con gli studenti, Padova si riempie di biciclette. La città è della grandezza giusta per poter essere percorsa velocemente sulle due ruote e in più non si inquina, non si resta imbottigliati nel traffico, non si deve cercare parcheggio, ci si tiene in forma, si vive la città.

Il famoso “DDL Gelmini” minaccia di distruggere l’università pubblica riducendola ad un giocattolino delle industrie e non il centro del sapere e della cultura che è sempre stato.

I ricercatori e gli studenti padovani hanno così deciso di protestare contro questo sciagurato ddl e per farlo hanno usato uno dei simboli cardine della vita cittadina: la bicicletta.

“Siamo stanchi di pedalare” recitava lo striscione… siamo stanchi, veramente stanchi di pedalare. Ma solo in senso metaforico, la bicicletta qui si continua ad usare ogni giorno e in ogni condizione.

posted by Gianmaria Silvello

protesta del Bo'

1 year ago | 1 note | Permalink

Lettera a Brunetta e Stracquadanio

Caro ministro Brunetta, caro onorevole Stracquadanio,

Sono il prototipo dell’essere che voi disprezzate. E per questo vi scrivo.

Sono un precario. Lavoro non meno di 10 ore al giorno per non meno di cinque giorni alla settimana, passati intensamente davanti allo schermo di un computer o digitando su tastiera e schermo del mio smartphone. Scrivo mail sin dalle 8 di mattina. Questo, a quanto ci avete illustrato ieri, è un segno di inattività, di non-lavoro. Se vi dicessi che Facebook è il mio principale strumento di lavoro, poi, mi mandereste al confino a Villa Gernetto. Pubblico non meno di 30 contenuti al giorno, tra notizie politiche (spesso parlo anche di voi), informazioni sull’attualità e post che generano chiacchiericcio molesto coi miei amici anche mentre sono in ufficio. Uso la Rete per informarmi, per informare, per mettere insieme persone, per lavoro e per diletto. Secondo la vostra visione, però, questo uso è scorretto e dannoso: contribuisco a disinformare, a far circolare notizie false e pretestuose, ad agitare spirali di odio nei vostri confronti, a sovvertire e sobillare.

E poi, difetto ben più grave di molti altri, sono di sinistra.

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11 months ago | 8 notes | Permalink